October

Pubblicato: 7 ottobre 2013 in cieli possibili

Vorrei poterti dire che ho paura che i cuori forsennati che eravamo siano rimasti attaccati al soffitto dall’ultimo salto di gioia,

piango come si piange a fine estate il cielo profumato di mosto e l’aria che fa

spine sulle braccia ancora scoperte, e gli orizzonti si appannano e la testa si ostina

a guardare oltre

e la pancia si ostina

ad ascoltare il verso delle viscere

come un rabdomante

mentre è la testa che fa acqua da tutte le parti.

Questi vuoti di memoria di quello che compostamente siamo

e queste mancanze

di quello che non siamo ancora ma che vogliamo

con desideri di ghiaccio.

Coi gomiti sulle staccionate a fissare il punto di fuga del mare,

dove si appunta lo spillo di barca preciso

sul filo del rasoio di un ricordo pensato

troppo a fondo che fa sangue.

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